Giuliano Amidei - Giuditta e Giuditta con la testa di Oloferne

XV secolo
Affresco staccato
Proveniente dall’ex chiesa di Santa Chiara a Sansepolcro

L’immagina raffigura l’eroina ebraica Giuditta con in basso, quasi si trattasse di una predella, la scena dell’uccisione di Oloferne. L’iconografia della donna è molto strana in quanto viene raffigurata con l’aureola a testimonianza della grande fortuna tributatale durante il XV secolo. Essa, su un prezioso sfondo vegetale, brandisce con la sinistra la spada e con la destra si suppone mostri la testa di Oloferne, purtroppo non pervenutaci. Nella scena in basso si ricorda il momento della decapitazione del malvagio personaggio biblico raffigurando una tenda aperta con all’interno un letto: questo particolare fu ripreso e interpretato con un altro spirito da Piero della Francesca per l’impostazione del dipinto aretino del “Sogno di Costantino”. L’autore di questo affresco fu infatti Giuliano Amidei, un monaco pittore e miniatore, che collaborò proprio con Piero della Francesca al completamento del polittico della Misericordia. L’arcaicità e la semplificazione di questa immagine farebbero tuttavia pensare a un lavoro eseguito dall’Amidei prima dei suoi contatti con Piero o a un probabile intervento della sua bottega.

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V. Chiasserini, La pittura a Sansepolcro e nell’Alta Valle Tiberina prima di Piero della Francesca, Firenze, 1951;
A. M. Maetzke, Il Museo Civico di Sansepolcro, Firenze, 1984, p.77;
A.M. Maetzke, D. Galoppi Nappini, Il Museo Civico di Sansepolcro, Firenze, 1988, pp. 124-125, 128;
A. De Marchi, Identità di Giuliano Amidei, in “Bollettino d’Arte”, XCIII-XCIV, 1995, pp.119-158;
D. Pegazzano, Il Museo Civico di Sansepolcro, Montepulciano (Siena), 2001, pp. 32-33.