Agostino Ciampelli - La distruzione degli idoli

1618
Olio su tela cm. 268 x 161
Proviene dalla soppressa chiesa di San Bartolomeo a Sansepolcro

Il dipinto fu eseguito a Roma da Agostino Ciampelli, nel 1618, su commissione di Orizia Sergiuliani per il monastero di San Bartolomeo a Sansepolcro. Al centro della raffigurazione è San Bartolomeo che indica a un re e alla sua famiglia la distruzione degli idoli pagani, reggendo nella mano sinistra un coltello, simbolo el suo futuro martirio. I personaggi dalle vesti raffinate ed eleganti, i gesti eloquenti e l’architettura maestosa sottolineano l’estemporaneità della scena, quasi si trattasse di una rappresentazione teatrale. Assai interessante appare il bambino in primo piano sulla destra che, rivolge il suo sguardo al di fuori del quadro, coinvolge ulteriormente il fedele facendolo sentire come uno dei protagonisti della scena sacra. Questo espediente stilistico era molto diffuso nella pittura del secolo giacché permetteva una maggiore partecipazione del fedele ai soggetti rappresentati proprio come volevano i nuovi canoni controriformati.

_________________

S. Prosperi Valenti, Ancora su Agostino Ciampelli disegnatore, in “Antichità Viva”, XII, 2, 1972, p. 6-17; S. Prosperi Valenti, Un pittore fiorentino a Roma e i suoi committenti, in “Paragone”, 265, p. 80 ss.; G. Cantelli, Repertorio della pittura fiorentina del Seicento, Firenze, 1983; A. M. Maetzke, Il Museo Civico di Sansepolcro, Milano, 1984, pp. 59-60; A. M. Maetzke, D. Galoppi Nappini, Il Museo Civico di Sansepolcro, Firenze, 1988, pp. 102-103; D. Pegazzano, Il Museo Civico di Sansepolcro, Montepulciano (Siena), 2001, p. 62-63, pp. 68-69

 

The painting was executed in Rome by Agostino Ciampelli, in 1618, commissioned by Orizia Sergiuliani for the monastery of San Bartolomeo in Sansepolcro. At the center of the representation is San Bartolomeo pointing to a king and his family the destruction of pagan idols, holding a knife in his left hand, a symbol of martyrdom and its future. The characters robed refined and elegant, eloquent gestures and majestic architecture underscore the impromptu scene, as if it were a play. Very interesting is the baby in the foreground on the right, turn his gaze outside the framework, involving further faithful making him feel like one of the protagonists of the sacred. This stylistic device was widespread in the painting of the century as allowing greater participation of the faithful to the subjects represented just as they wanted the new canons controriformati.